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Carnevale in Sardegna

490,00 €

Questo viaggio sarà l’occasione per raccontare, attraverso la fotografia un’isola che vive sospesa tra mito e realtà, tra il passato remoto e le tradizioni che ancora oggi animano la vita delle sue comunità.

Qui il Carnevale non è solo divertimento, ma un vero e proprio rito di passaggio, che tocca temi universali come la morte, la rinascita e il rapporto dell’uomo con le forze primordiali. L’interesse nel venire a vivere questo Carnevale sta nella possibilità di scoprire una Sardegna meno conosciuta, autentica e profonda.

Il Carnevale è un momento di libertà, dove le convenzioni si sciolgono e si può essere chiunque, danzando tra la folla, ridendo e condividendo emozioni autentiche. È una celebrazione della vita, della comunità e delle tradizioni, un abbraccio collettivo che avvolge ogni angolo dell’isola.

Massimiliano, fotografo esperto accompagnerà i viaggiatori ogni giorno, guidandoli attraverso l’affascinante mondo del Carnevale in Sardegna. Sarà al loro fianco mentre esploreranno le strade animate, immortalando ogni istante magico e ogni dettaglio vibrante.

Raccontare tutto ciò attraverso immagini è un modo per portare alla luce un patrimonio culturale che, sebbene arcaico, continua a parlare al presente con forza e suggestione.

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Descrizione

PROGRAMMA  dal sabato 14 febbraio a mercoledì 18 febbraio 2026

GIORNO 1:  Sabato 14 febbraio “Cantine aperte a Bosa”

Bosa è una caratteristica città medievale con le sue case di vari colori del centro storico

Dalle ore 10 alle 13 Introduzione alla fotografia creativa, teoria e tecnica, idee per realizzare delle fotografie che raccontano esperienze, viaggi, emozioni. Pranzo libero

Dalle 15 alle 18 visita e passeggiata a Bosa, i partecipanti saranno invitati a fotografare le strade colorate, gli angoli nascosti e l’atmosfera gioiosa del carnevale

Aperitivo conviviale e condivisione delle fotografie

Verso le ore 19, “Cantine aperte”: gli abitanti aprono le loro cantine per degustare la Malvasia, vino tipico della zona.

Cena a Bosa: street food, con percorso gastronomico. Ognuno si traveste come vuole per vivere una festa gioiosa.

GIORNO 2:  Domenica 15 febbraio “Carnevale di Ottana”

Il Carnevale ottanese è uno dei più noti e suggestivi in Sardegna. I protagonisti della sfilata di Ottana sono tre: i Boes, i Merdules e Sa Filonzana. I Boes e i Merdules sono una raffigurazione che riprende il tema del rapporto tra uomo e animale, in cui il primo (il Merdule) cerca di prevalere sull’altro (il Boe, l’animale) con la tecnica dell’addestramento. I Boes indossano “sa caratza” la maschera in legno che riproduce il bue, I Merdules, sono travestiti con un pellame di pecora bianca e una maschera scura, che rappresenta il volto di un uomo vecchio e brutto.

Partenza alle ore 10. Arrivo a Ottana, pranzo libero

Durante il pomeriggio : Visita del museo MAT: “Museo Arti e Tradizioni” per scoprire i segreti del Carnevale e la tecnica di fabbricazione delle maschere, Sfilata delle maschere, esposizioni di artigianato artistico e degustazione di prodotti locali.

Aperitivo conviviale e condivisione delle fotografie realizzate durante la giornata.

GIORNO 3: Lunedì 15 febbraio Santa Cristina e Sa carrela ‘e nanti a Santu Lussurgiu

Alle 10, partenza per Paulilatino e Nuraghe Losa (Abbasanta)

il pozzo sacro di Santa Cristina un luogo misterioso, un affascinante monumento archeologico, una meraviglia architettonica con la sua scalinata a forma trapezoidale sembra un invito a scendere nel ventre della terra, capolavoro dell’epoca nuragica risalente al 1000 a.C.

Il Nuraghe Losa (tra il XIV e il IX secolo a.C.) ha una struttura **trilobata**, composta da una torre centrale circondata da tre torri secondarie disposte a forma di triangolo. È costruito in blocchi di basalto scuro, perfettamente incastrati tra loro. All’interno, sono presenti diverse camere sovrapposte con soffitti a tholos (falsi archi), tipici della cultura nuragica.

Vista dei due siti archeologici distanti pochi minuti uno dall’altro

Pranzo libero a Santu Lussurgiu

Visita del paese e partecipazione alla corsa dei cavalli, atmosfera gioiosa, canti tradizionali nelle cantine private aperte per l’occasione.

Sa carrela ‘e nanti è la strada in terra battuta teatro di una sfrenata e pericolosa corsa a cavallo, chiamata allo stesso modo, in cui i partecipanti, tutti rigorosamente lussurgesi e organizzati in pariglie composte da due o tre cavalieri per volta, si sfidano in bravura, provando la propria maestria equestre, l’assetto durante la corsa, la compostezza dei cavalli lungo il tortuoso percorso.

GIORNO 4 : Martedì 17 febbraio, Martedì grasso  “Carnevale di Bosa, Carnevale di Mamoiada”

Bosa: Su Carrasegare Osincu:i partecipanti, travestiti da donne in lutto, indossano abiti neri e hanno il volto annerito, intonano scherzosamente un lamento funebre chiamato “s’attittidu”,  lamento che annuncia la morte del  Carnevale.

Alle ore 11, partenza per Mamoiada (circa 1h20 ora da Bosa)

Il rito del carnevale di Mamoiada, paese del centro della Barbagia, è una delle manifestazioni  più antiche della Sardegna, un evento con un’atmosfera magica che rievoca un antico rituale. Il carnevale non ha quel sapore di festa gioiosa ma è vissuto come una cerimonia sacra. I Mamuthones e gli Issohadores, le sue caratteristiche maschere, animano la festa cittadina con la loro danza propiziatoria lungo le strade della città.  Mamuthones con abiti di velluto e una pelle nera di pecora (detta Mastruca), una maschera di legno dipinta di nero sul volto, scandiscono il ritmo della sfilata portando sulla schiena dei pesanti campanacci che risuonano ad ogni passo di danza, mentre gli Issohadores vestiti con pantaloni e camicia bianca, un giubbetto rosso,  scortano i Mamuthones lungo il percorso, coinvolgendo gli spettatori catturandoli improvvisamente, con una lunga corda di giunco, chiamata “Sa soca”

ore 13:00 Pranzo presso “La Locanda Sa Rosada” , un ristorante rustico, ricavato negli ambienti di un antico casolare ottocentesco, gustiamo le specialità gastronomiche tipiche del territorio sardo, il tutto accompagnato dai pregiati vini Cannonau locali che nascono proprio nei vigneti e nelle cantine presenti nel territorio di Mamoiada.

Dopo pranzo : Visita del museo delle maschere mediterranee

ore 14:30  Vestizione dei Mamuthones e Issohadores

Balli  della tradizione sarda in piazza, dolcetti e vino per tutti

ore 15:30 Sfilata tradizionale dei Mamuthones e dei carri allegorici

ore 18:00 favata in piazza (piatto tipico con fave e lardo)

Aperitivo conviviale e debrifieng delle fotografie

Partenza per Bosa

GIORNO 5:  Mercoledì 18 febbraio

Dalle 9 alle 13: L’ultima giornata è dedicata alla condivisione delle esperienze. I partecipanti presentano le loro fotografie e raccontano il processo creativo dietro ogni immagine. Il fotografo guida una discussione su come la creatività è emersa durante la settimana e come continuare a svilupparla. Si conclude con la stesura del carnet de voyage

INCLUSO

Accompagnamento, laboratori di fotografia, passeggiate fotografiche, visite ai siti archeologici, pasti indicati nel programma dettagliato

I laboratori di fotografia e l’alloggio si trovano a Bosa (il nome della struttura ricettiva sarà comunicato a breve)

NON INCLUSO

Trasferimenti, alloggio, pasti

Cosa portare: fotocamera o smartphone, laptop consigliato

Scarpe e abbigliamento adatti alla stagione e al camminare.

Per l’alloggio ed i trasferimenti  chiedere un preventivo

DURATA:  5 giorni

PARTECIPANTI MIN: MIN. 6, MAX 10

LINGUE: italiano

 

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